Vino Bianco Pugliese: Storia e Vitigni

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Rispetto al vino rosso, la connotazione storica del vino bianco e soprattutto del vino bianco Pugliese è molto più difficile. Alcune testimonianze della coltivazione della vite a bacca bianca risalgono al racconto biblico dell’arca di Noè che posatasi sul monte Ararat che oggi domina l’Armenia, vide che sul fianco del monte crescevano spontaneamente grappoli delle viti bianche che davano una bevanda gradevole e inebriante.

La coltivazione della vite a bacca bianca risale all’ epoca dei Sumeri ma i primi precursori dell’arte enologica furono gli Egiziani per poi passare in Grecia. Dal cinquecento con la diffusione della stampa le opere riguardanti la cultura della vite e del vino si moltiplicarono e l’esploit si ebbe nel settecento quando si videro sotto nuova luce i fenomeni legati alla trasformazione di questo liquido zuccherino.

Ma spetta a Pasteur l’aver gettato le basi dell’enologia moderna con i suoi studi sul vino apparsi nel 1866, e nel suo scritto Etudes sur le vin afferma che il” vino è la più salutare ed igienica di tutte le bevande”, con la scoperta della zimasi alcolica sostenuta dieci anni dopo anche da Hansen e Buchner.

Vino Bianco Pugliese, i Vitigni Più Conosciuti

Al top per gusto e gradevolezza, la Puglia è nota per i suoi vini, ed in particolare per quelli rossi, ma c’è una produzione enologica di vino bianco pugliese che è importante a partire dal Locorotondo e dal Martina Franca che sono i bianchi più conosciuti ed anche i più esportati.

Nel dettaglio, il Locorotondo è un vino a Denominazione di Origine Controllata (DOC) che, in base all’apposito disciplinare, può essere prodotto solo in Provincia di Brindisi e sul territorio della città metropolitana di Bari.

In particolare, i terreni di produzione del vino bianco pugliese Locorotondo sono quelli dell’omonimo comune ma anche di Cisternino e di una parte del comune di Fasano. I terreni, che sono argillosi-calcarei, sono situati rispetto al livello del mare ad un’altitudine compresa tra i 300 ed i 400 metri.

Dall’analisi organolettica emerge che il vino bianco Locorotondo ha un sapore fine ed armonico, ma anche morbido ed asciutto, ed è inoltre inconfondibile con il suo colore verdolino brillante. Per quel che riguarda l’abbinamento gastronomico, il Locorotondo, che va servito fresco, come la quasi totalità dei vini bianchi è ideale per i piatti a base di pesce, compresi pure i risotti, ma anche come aperitivo e per andare ad accompagnare antipasti magri con verdure.

Al pari del Locorotondo, pure il vino bianco pugliese Martina Franca è a Denominazione di Origine Controllata (DOC) con la produzione consentita in questo caso in tre Province, quella di Taranto, quella di Brindisi e quella di Bari.

Dal sapore asciutto e delicato, il Martina Franca alla vista presenta un colore paglierino chiaro o verdolino, mentre all’olfatto il suo odore, oltre che caratteristico e gradevole, è anche delicato e vinoso. Per essere vino bianco pugliese Martina Franca DOC, la composizione dei vitigni deve essere in termini percentuali la seguente: Verdeca tra il 50% ed il 65%, Bianco d’Alessano da un minimo del 35% ad un massimo del 50%; Fiano, Bombino, Malvasia toscana al 5% massimo.

Elenco Vino Bianco Pugliese:

Nome Descrizione
BIANCO D’ALESSANO E’ uno dei vitigni che raccontano la grande predisposizione per i vini bianchi della Murgia e della Valle d’Itria. E’ presente in diverse doc Gravina, Martina, Locorotondo, ma anche Ostuni e Lizzano. Suscitano grande interesse, in questi ultimi anni, alcune sfumature del vitigno vinificato in purezza.
BOMBINO BIANCO Il Bombino Bianco è un vitigno coltivato su tutto il territorio regionale. E’ il vitigno principale delle versioni in bianco di alcune importanti doc come Castel del Monte (insieme al Pampanuto), San Severo (in uvaggio con Trebbiano Toscano), Leverano (con Malvasia Bianca).
CHARDONNAY Vitigno d’importanza internazionale, ma anche espressione territoriale della Puglia: lo Chardonnay è un vitigno palesemente alloctono, ma l’incontro con la Puglia è stata molto positivo da consentire la massima diffusione e coltivazione. Castel del Monte, Lizzano, Salice Salentino sono le doc che vedono questo vivigno in primo piano.
FIANO Originario della vicina Campania, il Fiano ha trovato anche in Puglia, e in particolare in Valle d’Itria, uno degli habitat migliori, tanto da essere contemplato nelle doc Locorotando e Martina.
FRANCAVIDDA L’Alto Salento, in particolare siamo in provincia di Brindisi, ci regala un’altra particolarità enologica con questo vitigno previsto nella doc Ostuni, utilizzando in uvaggio con Impigno, Bianco d’Alessano e Verdeca in una percentale tra il 15 e il 50%.
GRECO BIANCO Il Greco è presente nella doc Gravina insieme a Malvasia Bianca e Bianco d’Alessano, quale ulteriore esempio di vitigno in grado di esprimere la personalità di un territorio notevolmente vocato alla produzione di vini bianchi.
IMPIGNO Vigneto autoctono che costituisce un’altra “perla” del patrimonio ampelografico pugliese. Il suo utilizzo è previsto nella doc Ostuni in percentuale fra il 50 e l’85%, in uvaggio con Francavidda ed eventualmente Bianco d’Alessano e Verdeca.
MALVASIA BIANCA Vitigno autoctono presente prevalentemente in uvaggio in numerose doc Puglia. La Malvasia Bianca è infatti prevista e largamente utilizzata nelle doc Cacc’ e Mmitte di Lucera, San Severo, Locorotondo, Martina, Gravina, Lizzano, Leverano.
MOSCATO REALE Moscato Bianco e Moscato Reale sono i nomi del vitigno Pugliese fra i più noti e che rappresentano questa magnifica Regione nel mondo. Da uve Moscato nasce il Moscato di Trani doc, che abbraccia comuni della provincia di Bari e di Foggia e identificata un vino dolce naturale, prodotto anche nel tipo liquoroso.
PAMPANUTO La doc Castel del Monte è quella in cui il Pampanuto, noto anche compe Pampanino, trova il più ampio utilizzo, in uvaggio con Chardonnay o Bombino Bianco.
SAUVIGNON Altro esempio di vitigno autoctono ottimamente integrato nel patrimonio amplificando pugliese. Come lo Chardonnay si trova in particolare nella doc Castel del Monte, Lizzano e Salice Salentino.
VERDECA La Verdeca ricopre un ruolo impomprane nella vinificazione della doc Locorotondo e Martina, dove si utilizza in percentuale fra il 50 e 65%, ma presente anche nella doc di Gravina, dove si unisce ad importanti uve a bacca bianca come Bombino Bianco o Trebbiano Toscano.

Quali e quanti benefici per un bicchier di vino

Uno studio dell’ Università di Milano con pubblicazioni sulla Rivista Plos One dimostrano che i benefici sulla salute del vino non sono un’esclusività del rosso. Pare che, anche se assunto in minime dosi, il vino bianco grazie alle sue proprietà dell’acido caffeico rafforza il sistema cardiovascolare.

Gli studi coordinati da Alberto Bertelli dell’Università di Milano hanno messo in evidenza due sostanze presenti nel vino bianco il tirosolo ed l’idrossitirosolo queste sostanze sono comuni anche all’olio extravergine d’oliva dando benefici garantiti al cuore , ai vasi sanguigni ma anche al rene.

I ricercatori hanno dimostrato come sia coinvolto anche l’ossido nitrico che modula i geni coinvolti nella protezione del sistema cardiovascolare. Quindi un consumo moderato di vino bianco in pazienti nefropatici ha portato a risultati più che positivi.

Nel 1998 l’ossido nitrico salì alla ribalta quando fu dato il Premio Nobel  a Louis Ignarro  proprio per la scoperta del ruolo che l’ossido nitrico ha nel funzionamento del sistema cardiovascolare in quanto la molecola minuscola, il piccolo atomo di azoto e ossigeno diventa di importanza fondamentale anche per l’Alzheimer, i disturbi della memoria, problemi alla vescica e sì anche nel fermare la crescita di tumori. Quindi durante i pasti uno o due bicchieri di vino bianco sono consigliati dagli esperti durante i pasti.

 “Il bello del vino è che per un po’ di tempo i tuoi problemi sono di altri (Pedro Ruiz)”

C’è subito da fare una precisazione i benefici ci sono se si tratta di assunzione di moderate quantità di questa bevanda alcolica. Quindi i primi benefici se assunto con moderazione sono per il cuore e i reni, poi per la memoria e la vescica inoltre avendo un più basso contenuto calorico rispetto ad altre bevande alcoliche si può assumere anche quando si sta a dieta.

Inoltre fa bene alla pelle  versandolo su un batuffolo di cotone per pulire viso collo e gola al posto di tanti altri prodotti in commercio e creme tradizionali e quindi disintossica la pelle grazie all’ acido tartarico e gli antiossidanti e la mantengono in salute.