Primitivo – Storia e Curiosità

primitivo-2 Il primitivo è un vitigno a bacca molto diffuso nella Regione Puglia. Nello specifico, i territori di produzione sono quelli di Taranto e di molti Comuni della provincia, da Avetrana a San Marzano e passando per Manduria, Fragagnano, Laterza, Torricella, Maruggio, Lizzano e Sava.

Il vitigno si produce pure nel Leccese e nel Basso Brindisino a fronte dell’origine del nome, il Primitivo appunto, che probabilmente è strettamente legata al ciclo biologico della pianta che rispetto agli altri vitigni, dalla fioritura e fino alla maturazione, è precoce.

Le origini del Primitivo

Il primitivo, che dal punto di vista genetico è identico al californiano Zinfandel, pare sia originario della Croazia, ma ai giorni nostri è più comunemente conosciuto come Primitivo di Manduria in virtù della presenza diffusa dei vigneti nell’area del comune della provincia di Taranto.

Tra i vini prodotti dal vitigno, infatti, il Primitivo di Manduria è il più noto anche perché, prodotto nelle province di Taranto e di Brindisi, è un vino a Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Il Primitivo di Manduria

Disponibile sul mercato pure nelle varianti Primitivo di Manduria dolce naturale, Primitivo di Manduria liquoroso secco e Primitivo di Manduria liquoroso dolce naturale, il vino Primitivo di Manduria, che è ottimo soprattutto, per quel che riguarda l’abbinamento enogastronomico, con i piatti della cucina tipica locale pugliese, spicca per il suo aroma leggero e caratteristico, e per il suo colore rosso che, con l’invecchiamento, tende poi al violaceo fino ad arrivare all’arancione. Al sapore, inoltre, il vino Primitivo di Manduria è pieno, è gradevole ed è armonico tendendo ad avere un sapore sempre più vellutato con l’invecchiamento.

Primitivo di Manduria DOC, il disciplinare di produzione

Trattandosi di un vino DOC, il vino Primitivo di Manduria per essere tale deve rispettare un apposito e rigoroso disciplinare di produzione. In particolare, è DOC il Primitivo di Manduria identificabile con un vino rosso che, nel rispetto delle percentuali di produzione, con il vitigno Primitivo minimo all’85%, deve presentare tra l’altro una resa delle uve non superiore al 70%.

Per quel che riguarda la percentuale massima del 15% di altri vitigni non Primitivo per la realizzazione del vino, questi devono essere rappresentati da uve di vitigni che, a bacca nera non aromatici, risultano essere idonei alla coltivazione nelle province di Brindisi e di Taranto.

Rientra tra i vini a Denominazione di Origine Controllata pure il ‘Primitivo di Manduria’ Riserva che presenta le seguenti caratteristiche per essere tale: il colore, innanzitutto, deve essere rosso intenso con sfumature che tendono al granato; l’odore è ampio ma anche complesso con un sentore di prugna, mentre il sapore è secco e corposo, nonché tendente al vellutato.

Primitivo di Manduria DOC, i valori caratteristici

Per quel che riguarda le altre caratteristiche del vino DOC ‘Primitivo di Manduria’ Riserva, il residuo zuccherino non deve superare la soglia dei 18 g/l a fronte di un’acidità totale minima di 5 g/l, ed un titolo alcolometrico volumico totale minimo pari in percentuale al 14%. Il disciplinare di produzione dei vini DOC ‘Primitivo di Manduria’, inoltre, impone il divieto di utilizzare uve che sono provenienti dai racemi, ovverosia dalle cosiddette ‘femminelle’ che non sono altro che i tralci secondari.

E questo perché per la realizzazione del Primitivo DOC di Manduria le uniche uve ammesse, e prodotte dal vitigno omonimo, sono quelle che, raccolte nelle prima fruttificazione, sono rappresentati dai grappoli.

Gioia del Colle Primitivo DOC

primitivo-2Tra i vini del vitigno primitivo che sono a Denominazione di Origine Controllata c’è pure il Gioia del Colle Primitivo DOC che, prodotto sul territorio della città metropolitana di Bari, è noto per essere un vino rosso con un inconfondibile retrogusto di mandorlato.

Al pari del Primitivo di Manduria, il Gioia del Colle Primitivo DOC spicca per il suo colore che è rosso rubino intenso e soprattutto per il suo sapore fruttato e per l’odore che richiama i frutti di sottobosco con note di amarena, di ciliegia e di prugna. In base al disciplinare di produzione, Gioia del Colle Primitivo DOC ha un titolo alcolometrico volumico totale minimo che è pari in percentuale al 13,50%.

Nella versione ‘Riserva’, inoltre, il Gioia del Colle Primitivo, con la vendemmia manuale ed un tempo di fermentazione che è di 15 giorni, di norma trascorre i primi tre mesi in acciaio inox, e poi i successivi 18 mesi in barriques di rovere francese di primo passaggio. Dopodiché trascorrono almeno altri 12 mesi in bottiglia prima che il vino possa essere stappato.   

Il Primitivo al Sud

E se quello della Regione Puglia è il territorio principale per la produzione di vino Primitivo, il vitigno è comunque diffuso in tutte le Regioni del Sud, dall’Abruzzo alla Basilicata e passando per la Campania e la Sardegna.

Noto per la sua resa elevata, il Primitivo in passato è stato sempre un ottimo vino da taglio per intensità e corpo, mentre al giorno d’oggi il vino Primitivo spicca anche per qualità, e non solo per le quantità prodotte, grazie anche all’utilizzo nel tempo di tecniche di vinificazione più accurate.

In questo modo il Primitivo, che per tanto tempo è stato snobbato se non mortificato, in questi ultimi anni ha ottenuto importanti riconoscimenti grazie all’attività degli enologi che, buoni conoscitori del territorio, grazie alla loro professionalità, hanno capito finalmente che la ricerca della qualità paga.

I vini realizzati in prevalenza con il vitigno Primitivo sono sempre caratterizzati da profumi intensi di frutta, ed in particolare di prugna e di ciliegia, e vanno sorseggiati con calma al fine di permettere al vino di poter cambiare lentamente il suo profumo.

Il vino Primitivo a Tavola

Trattandosi di un vino dal sapore intenso, il Primitivo è ideale da portare a tavola in presenza di piatti a base di arrosto, cacciagione, stufati e carni grigliate. Ideale pure per i primi piatti come quelli a base di ragù e salumi stagionati, il vino Primitivo è ottimo anche da abbinare alle zuppe ricche e corpose, ed ai formaggi saporiti e stagionati a partire da quelli che sono a base di latte caprino e pecorino.

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